E' più forte Superman o Lex Luthor?

E' più forte Superman o Lex Luthor?

17 mag 2011

Superman, quello delle origini, viveva di vigorose semplificazioni, di concetti e atteggiamenti manichei oggi difficilmente giustificabili. Il film Superman Returns, pur ben diretto da Brian Singer, dimostra come diverse situazioni legate all’idea originale – dall’imbattibilità all’irriconoscibilità data da un ciuffo e un paio d’occhiali – siano oggi davvero fuori tempo massimo. Lo stesso Lex Luthor, come concepito in origine da Jerry Siegel e Joe Shuster, era un classico scienziato pazzo senza grossi dubbi e con un solo grande obiettivo, al massimo due: far fuori Superman e – se avanzava tempo – conquistare il mondo. La sceneggiatura del film di Richard Donner del 1978, scritta da Mario Puzo e David & Leslie Newman, ci consegnava un Luthor che è poco più di una macchietta: esasperando queste sue manie, ne veniva fuori un personaggio da operetta, che certo bilanciava l’incorruttibilità assoluta dell’uomo d’acciaio. Il Luthor interpretato da Gene Hackman è lo stesso cui il camaleontico Kevin Spacey dà il volto nel film del 2006. Alfred Gough e Miles Millar – i creatori della serie Smallville – per rendere credibile e moderno Luthor e il suo rapporto con Clark Kent, giocano invece su un elemento chiave preso in considerazione davvero poco nei fumetti (dalla sua prima apparizione su Action Comics 23 almeno fino a metà degli anni ’80) e per nulla al cinema: l’ambiguità. Il personaggio si presenta come un (futuro) cattivo affascinante, sulla scia del personaggio riscritto nel 1986 da John Byrne nella miniserie Man of Steel.

Il Lex Luthor che appare fin dal primo episodio della serie televisiva è un figlio di papà, magari un po’ spocchioso e arrogante, ma che nei confronti del figlio adottivo di Jonathan e Martha Kent mostra un sincero affetto e una grande riconoscenza. I loro primi due incontri sono abbastanza “esplosivi”. Il primo è in realtà indiretto: Lex, bambino, si trova infatti in un campo all’arrivo del meteorite che porta sulla Terra il futuro supereroe. È proprio l’esplosione data dal contatto dell’astronave con il terreno che fa perdere per sempre i capelli a Luthor. In questa scena, presente nei primissimi minuti della prima stagione, c’è uno dei tantissimi inside jokes, le strizzate d’occhio che gli autori fanno ai lettori dei fumetti di Superman. Anche nei comics, infatti, Lex alla sua prima apparizione porta in realtà una chioma rossa, salvo poi perderla nel corso di un incendio nel laboratorio di chimica del liceo di Smallville. In quel caso l’apparizione immediata di Superboy fa scattare l’odio di Luthor per il supereroe, mentre nella serie televisiva il percorso del loro rapporto è più lungo e tormentato.
Il loro secondo incontro è su un ponte, qualche anno dopo: Lex cade in acqua con la sua automobile, ma Clark lo salva da morte certa. Qui nasce quella che sembra essere una sincera e disinteressata amicizia, che trova però un fermo ostacolo nel papà di Clark, che non vede di buon occhio il rampollo della Luthor Corp. Da parte di Lex, in realtà, all’affetto per Clark si associa da subito una curiosità divorante su come abbia potuto davvero salvarlo. «Noi abbiamo un futuro, Clark. E non voglio che vi sia nulla che possa intralciare la nostra amicizia», annuncia, ignaro di quello che sarà davvero il suo futuro e quello della loro contrastata amicizia. Già nel quarto episodio la fiducia di Clark nei confronti di Lex viene tradita, anche se l’ingenuo ragazzotto di campagna (alieno d’origine, ma in questo caso le condizioni ambientali sembrano condizionarne la personalità più del DNA) ancora non se ne accorge. Il figlio di Lionel Luthor comincia infatti ad assoldare diverse persone per scoprire la verità su Clark, dal bieco giornalista di Metropolis Roger Nixon al dottor Hamilton, esperto di meteore. Nel sedicesimo episodio un timido ragazzo di nome Ryan, con il potere di leggere nel pensiero delle persone, dopo aver “visitato” la testa di Lex invita Clark a diffidare di quello che considera un amico.

All’inizio della seconda stagione Luthor, raccolti una serie di indizi, getta della kryptonite addosso a Clark, per verificare che davvero gli provochi dei disturbi. Cominciano allora a manifestarsi dei dubbi, nel giovane Kent, sull’affidabilità di Lex. Subito dopo, però, una gustosa parentesi ribalta i ruoli: l’ingessato personaggio interpretato da Tom Welling, indossando un anello che contiene un pezzo di meteorite rosso, diventa oscuro e violento. L’episodio 15 spariglia le carte presentando Lucas, l’altro figlio dell’industriale Lionel Luthor, che per un breve periodo costringe Lex ad andare a vivere alla fattoria dei Kent. Il livello di sospetto reciproco, però, è ormai piuttosto alto e – per fortuna di tutti – le cose tornano ben presto all’anormale normalità di Smallville. Negli ultimi due episodi della seconda stagione, Lex ha la definitiva conferma che la natura di Clark è aliena. Coinvolge così la giovane giornalista Chloe, grande amica del futuro Superman, chiedendole di indagare sul giovane Kent in cambio di un lavoro presso la redazione del Daily Planet. Lex ormai gioca su due livelli, dimostrando una certa falsità e ipocrisia negli atteggiamenti: chiede per esempio a Clark di fargli da testimone per il suo imminente matrimonio ma poi, il giorno delle nozze, gli confessa di aver trafugato un campione del suo sangue. E qui la fiducia del ragazzo nei confronti di quello che considerava un amico subisce un durissimo colpo.

Nell’ottavo episodio della terza stagione Lex ha atteggiamenti folli e apparentemente inspiegabili (in realtà causati da droghe fatte somministrare dal padre Lionel), e nonostante tutto è proprio a Clark che chiede aiuto. Quasi inutile dire che Clark si dimostra disponibile. In manicomio, Lex viene sottoposto a elettroshock, nonostante la vibrante opposizione di Clark. Perde la memoria, che tenta poi di recuperare attraverso una terapia. Stavolta è Clark ad avere un atteggiamento ambiguo: tenta infatti di fermare queste cure, certo per prevenire eventuali danni cerebrali, ma innegabilmente anche per evitare che si ricordi quel che ha scoperto del suo passato e della sua origine aliena.
Nella quarta stagione Lex si ritrova a salvare Clark, che nel corso di una partita di football del liceo ha ingerito un integratore energetico alla kryptonite. Nel nono episodio, per la prima volta, Clark rivela al forse ex amico di aver provato l’orribile sensazione che lui fosse suo nemico e che si potesse fidare più di Lionel che di lui. Nella puntata successiva, a causa di alcune scorie tossiche, Lex torna ad avere visioni sul suo futuro: come già accaduto nella prima stagione, si vede in abito bianco, dentro lo studio ovale; stavolta dà addirittura il via a un attacco missilistico che distrugge la Terra. Il diciassettesimo episodio è però forse il più emblematico nel rivelare il lato oscuro del giovane Luthor: un’esplosione divide le sue due personalità in due diverse persone. Il suo lato oscuro, Alexander, si trova cosi a cercare di uccidere Clark. Terminato l’episodio, Clark continua a coltivare la vana speranza che Alexander non rappresentasse la vera essenza di Lex. Con questi dubbi, e con un Clark Kent senza i suoi poteri, si apriva la quinta stagione, ormai più di cinque anni fa. Ma dopo 132 episodi era ancora innegabile l’affermazione di Lex nel pilot: «Credimi Clark, la nostra amicizia sarà materia di leggenda».


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