Una miss nata per lottare

Una miss nata per lottare

17 feb 2012

Sembra proprio nascere per essere un personaggio dei fumetti. O meglio, diventa presto un personaggio da fumetto. Le iniziali uguali, infatti, sono una costante nel mondo delle nuvolette: Dylan Dog, Martin Mystère, Peter Parker, Reed Richards… e Lucy Lawless. Che però, come detto, diventa Lucy Lawless. Nasce infatti Lucille Frances Ryan. È il 29 Marzo 1968 a Mount Albert (Aukland), in Nuova Zelanda, quando Frank e Julie Ryan, non ancora contenti dei loro quattro figli, ne danno alla luce una quinta. E ancora non ne hanno abbastanza, visto che si fermeranno soltanto una volta arrivati a quota sette, di cui cinque maschi. Insomma, un contesto familiare in cui se non sei una principessa guerriera o qualcosa di simile rischi davvero di soccombere. Ma Lucy, decisa e bellicosa come la sua omonima dei Peanuts, ha un DNA d’acciaio. Si appassiona al teatro e al canto, ma non le basta. Espandere i propri orizzonti è per lei una parola d’ordine, una vera a propria missione. Così, frequenta per un anno l’università di Aukland, dove studia tedesco, italiano e francese. Qui conosce colui che le darà la doppia iniziale, Garth Lawless. I due decidono di intraprendere un viaggio in Europa. Si stabiliscono prima in Svizzera e poi in Germania. Poco principessa e molto guerriera, Lucy (e con lei il suo compagno) si adatta ai lavori più disparati per mantenersi, tra cui la raccolta di uva nella valle del Reno. Di ritorno nella sua terra d’origine si cimenta anche come operaia in miniera, guidando enormi camion e facendo esplodere mine. È l’unica donna a occuparsi di quelle mansioni, ma è anche l’unica ad avere un’aura quasi mitologica: bellissima, altissima, potente eppure sinuosa, è davvero l’archetipo dell’antica combattente. Che però non dimentica di essere donna. Infatti, tra una sterzata e un’esplosione, il 15 Luglio trova anche il tempo di partorire la sua prima figlia, Daisy. E così sposa Lawless.

Qualsiasi essere umano avrebbe di che occupare le giornate, ma lei è più vicina a una supereroina che a una donna media, così approfondisce un paio di passioni adolescenziali: prende lezioni come cantante d’opera e studia recitazione. Se dalla sua ugola non riesce a trarre profitto, molto meglio invece capitalizza un viso e un corpo non comuni (un metro e ottanta di altezza, fluenti capelli biondi, occhi azzurri e curve da brivido): la si vede quindi in alcuni spot pubblicitari e in qualche trasmissione televisiva. Tanto per gradire, si aggiudica anche il titolo di “Miss Nuova Zelanda”. Appare nella serie televisiva autoctona Shark in the Park, che però non ottiene grande fortuna al di fuori del suo paese di produzione.
Nel 1994 fa anche qualche comparsata in un’altra produzione girata quasi esclusivamente dalle sue parti, Hercules, che ha come sigillo di garanzia la firma di Sam Raimi, anche se l’ideatore è Christian Williams. Apparentemente non è una di quelle cose che ti cambiano la vita. Nella serie fa un cameo anche la ex pornostar Traci Lords, quindi, insomma, val la pena di vantarsi giusto fino a un certo punto. Molto più interessante sarebbe avere, nello stesso serial, la parte di un personaggio importante. Chissà, magari Xena, malvagia principessa che tenta di uccidere il figlio di Zeus. Per quel ruolo, invece, è stata scelta Vanessa Angel. Che, però, si ammala e non può partire per la Nuova Zelanda. Si pensa allora a Lucy, ma c’è un problema: è già apparsa interpretando altri personaggi, come farla sembrare una persona nuova? Semplice: tingendole i capelli di nero! Escamotage facile facile? Forse, ma quel che è certo è che le sue apparizioni corrispondono a incredibili picchi d’ascolto. E dunque si decide che il personaggio merita uno spin-off. Così, il 4 Settembre del 1995, debutta Xena: Principessa Guerriera.
La protagonista si è redenta, e il suo nuovo obiettivo non è più far fuori la prole divina, bensì ritrovare la madre, in un percorso durante il quale incontra barbari, ciclopi e altre varie amenità. Il tutto sconvolge la vita professionale dell’attrice protagonista tanto quanto quella privata: chiuso il rapporto con Lawless, di cui comunque mantiene il cognome, si sposa con Robert G. Tapert, tra i produttori esecutivi della serie. Questo non scoraggia la comunità lesbica, che – anche grazie alla virile amicizia che nella serie la protagonista ha con Olimpia – la venera come un’icona.
Dopo sei stagioni (durante la lavorazione delle quali la Lawless fa anche un secondo figlio, Julius Robert Bay Tapert), la serie viene chiusa quando ancora è un successo clamoroso, per evitare la china discendente di qualità e gradimento. Nel 2002 arriva un terzo figlio (Judah Miro Tapert), e poi varie apparizioni qui e là, da Tarzan al film Boogeyman, dai Simpson (!) a Spider-Man. E qui torniamo ai fumetti. E torniamo ai supereroi. E arriviamo a un terzo matrimonio, stavolta artistico, ma purtroppo mancato. La Warner Bros., infatti, la contatta a più riprese per chiederle di interpretare al cinema Wonder Woman. Lei, però, rifiuta perché considera la parte troppo simile a quella interpretata per sei anni in televisione, preferendo tra le altre cose un ruolo ricorrente nella nuova serie di Galactica. Ma per una come lei, il richiamo di un certo tipo di ambientazione è troppo forte – o forse è lei ad essere un richiamo troppo forte per chi produce un certo tipo di storie per la televisione – ed eccola apparire nel ruolo di Lucrezia in tutti gli episodi delle serie dedicate a Spartacus.


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3 commenti

  1. Plissken /

    Singolare questo articolo dedicato ad un’attrice che è passata piuttosto “in sordina” qui in Italia. Intendiamoci, ben vengano questi profili, almeno si ha l’occasione di interessarsi anche a personaggi al di fuori del solito “giro” dei mass media.

    Di Xena mi sembra di aver visto un solo episodio, ma ne ho un ricordo piuttosto appannato. “Spartacus” invece l’ho guardato volentieri, nonostante (o proprio?) per gli eccessi da “slasher-porn”, mi si perdoni il termine… :-D La LL mi sembra se la sia cavata egregiamente, il suo personaggio rimane impresso.
    Qualcun’altro ha avuto modo di vedere qualche episodio?

  2. Be’, i profili hanno senso se si racconta di qualcosa o di qualcuno di poco noto, altrimenti tanto vale rimandare a Wikipedia… La Lawless comunque, all’epoca di “Xena” era davvero una star ed era diventata (suo malgrado) un simbolo per i movimenti delle lesbiche statunitensi. Poi in Italia mi pare che il telefilm andasse in onda nel pomeriggio e non se l’è filato nessuno.

    • DarkKnight /

      Sì, nel ’98 o giù di lì, andava in onda alle 18 o alle 18:30, dopo i consueti cartoni pomeridiani di Italia 1

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