Italians Draw It Stranger

Italians Draw It Stranger

23 mar 2011

Dagli anni ’70 agli anni ’90 del XX secolo sono numerosissime le versioni a fumetti di serial statunitensi prodotte negli Stati Uniti. Alcune versioni, più o meno ufficiali vengono però realizzata anche in Italia. Nel 1960 esce infatti per Cenisio (nella collana Vedette della TV) Rin Tin Tin, che inizialmente pubblica alcune storie tratte dal comic-book statunitense dedicato alla star a quattro zampe per poi presentare avventure “nostrane” scritte da Luigi Grecchi ed Ennio Missaglia e disegnate da Carlo Raffaele Marcello, Vladimiro Missaglia e Lino Jeva. In Vedette della TV, tra il 1961 e il 1962, esce anche Frida, ispirato a Furia cavallo del west, diventato per un breve periodo femmina grazie a un discutibilissimo adattamento della tv di Stato. Nel 1964, stesso editore e stesso percorso editoriale per Bonanza: traduce le storie dell’omonimo albo della Dell/Gold Key ma le integra con altre realizzate da Fernando Fusco. Nel 1970, Rin Tin Tin pubblica anche Penna di Falco, tra i protagonisti della tv dei ragazzi. A questa serie lavorano anche Marcello, Fusco e i fratelli Missaglia. È invece del 1975 l’apparizione, sulla testata Qui Giovani, di una ventina di episodi di Attenti a quei due scritti da Victor Mora e disegnati da José Ortiz e Carlo R. Marcello. Nel 1977 Furia recupera il suo nome nella testata La Furia del West, sempre Cenisio, a cui lavora lo Staff di if capitanato da Gianni Bono.

Oltre alla casa editrice Cenisio, anche il Corriere dei Piccoli tenta a più riprese di cavalcare il successo delle serie televisive. Più o meno contemporaneamente alle storie su Vedette della TV, anche il settimanale milanese narra le gesta di Bonanza, con i disegni però di Mario Uggeri. Lo stesso disegnatore/pittore/illustratore, dal 1960 al 1961, dà vita alle storie di Rin Tin Tin scritte da Mario Faustinelli. Nel 1985 la rivista realizza un adattamento di Hazzard, scritto da Giorgio Pelizzari e disegnato da Leo Cimpellin. Cimpellin, a capo di uno studio di talentuosi giovani disegnatori, in parallelo realizza anche le storie di Mister T. per la testata Più della casa editrice Domus. Tornando al “corrierino”, invece, abbastanza bizzarri i fotoromanzi tratti dai fotogrammi di A-Team e Supercar, realizzati da Pelizzari nel 1986. Tra il 1993 e il 1994, invece, lo stesso Pelizzari, coadiuvato alle sceneggiature da Alberto Savini, scrive Le avventure del giovane Indiana Jones per le matite di Luciano Bernasconi, Angelo Maria Ricci e Umberto Sammarini.

La palma d’oro per l’opera più citazionista, con i maggiori riferimenti alle serie televisive degli anni ’80, spetta invece certamente a Truth, Justin & The American Way (da noi Justin Supermaxieroe, edizioni bd), miniserie scritta per la statunitense Image da Scott Kurtz e Aaron Williams ma disegnata dall’italianissimo Giuseppe Ferrario. Omaggio a Ralph Supermaxieroe ma non solo, quest’opera contiene tanti di quegli omaggi a qualsiasi serie vi possa venire in mente prodotta e trasmessa negli eighties che la versione italiana è stata completata da pagine e pagine di note tese a spiegare tutte le guest star presenti, da Magnum P.I. a George Jefferson.


I migliori fumetti tratti da serie tv

  • Alias – The Graphic Novel (Buena Vista, 2005)
    Da segnalare come (unica?) produzione italiana tratta da un serial USA non raffazzonata e senza complessi d’inferiorità. Il potente segno di Alberto Ponticelli non fa rimpiangere il dinamismo delle scene viste in tv.
  • Babylon 5, “In Valen’s Name” (miniserie di 3 numeri, DC Comics, 1998)
    Il deus ex machina della serie, J. Michael Straczynski, ingaggia una gara di scrittura con Peter David. Il disegnatore Mike Collins è un’altra garanzia: oggi lavora per il Doctor Who Magazine.
  • Bonanza (sul Corriere dei Piccoli, 1963)
    Perché cavalli come quelli di Mario Uggeri non li disegnava, non li disegna e non li disegnerà nessun altro.
  • CSI: Crime Scene Investigation, “Demon House” (mini di 4, IDW publishing, 2004 – In Italia Panini Comics, 2007)
    I disegnatori di fumetti derivati da serial sono spesso costretti a un freddo iperrealismo. Qui invece i graffiati, allucinati, antifotografici flashback di Ashley Wood “valgono il prezzo del biglietto”.
  • Lone Ranger (Dinamite Entertainment, 1996)
    Il western è morto? Viva il western! Ecco quello che le legioni di appassionati di Lone Ranger attendevano da tempo immemore: lo “Year One” del personaggio. E, se non bastasse, copertine di John Cassaday.
  • The Lone Ranger and Tonto (mini di 4, Topps Comics, 1994)
    Joe R. Lansdale, quando scrive, si diverte. E quando scrive fumetti disegnati da Timothy Truman (come accade anche con Jonah Hex), il divertimento è doppio. Anche per il lettore.
  • Spike vs. Dracula (mini di 5, IDW publishing, 2006)
    Ai testi Peter David, uno dei pochi che nel realizzare questo tipo di prodotti riesce a mediare tra rispetto della serie originale e capacità di reinventare con gusto.
  • Star Trek, “So Near the Touch” (Annual # 1 DC Comics, 1990)
    Storia scritta a quattro mani. Peter David, autore di solidi romanzi con protagonisti i personaggi di Roddenberry, realizza la storia assieme a George Takei. Ai disegni il glorioso Gray Morrow.
  • Tales of the vampires, “Some Like it Hot” (in Tales of the Vampires # 5, Dark Horse Comics, 2004 – in Italia Free Books, 2005)
    Tim Sale, autore di tante intense riscritture di personaggi Marvel nonché parte integrante del fenomeno Heroes, si diverte a giocare con il “buffyverse”. Ai testi Sam Loeb, figlio del produttore/sceneggiatore Jeph.
  • The X-Files: Afterflight (Topps Comics, 1997)
    Graphic novel scritta da Stefan Petrucha, che si discosta un po’ dalla pedissequa riproposizione degli stilemi carteriani, anche grazie al segno della “sandmaniana” Jill Thompson.
Justin Supermaxieroe

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