Il wuxiapian nell'era digitale

Il wuxiapian nell'era digitale

3 dic 2011

In onda dal 16 novembre 2011 sul canale Babel, Sword Heroes’ Fate fa nei suoi primissimi episodi delle promesse importanti ma anche oneste. Quella che viene proposta direttamente in lingua originale sottotitolata è la miscela di una leggera fantascienza e del mondo del wuxiapian, il tradizionale film di spadaccini proprio della cultura cinese. Un mix che sulla carta risulterà indigesto a molti, di sicuro pensato quasi esclusivamente per un pubblico di adolescenti: azione, sentimenti forti e molto caricati, un gruppo di protagonisti piuttosto giovani.

Tutto ha inizio nel 2030, quando la JS Corporation – una delle maggiori ditte di videogiochi a livello mondiale – presenta il definitivo incontro tra il gioco online e la realtà virtuale, un titolo attraverso il quale i giocatori possono avventurarsi nell’antica Cina degli spadaccini. Intorno alla presentazione di questo rivoluzionario gioco ruotano le vite di due game tester professionisti, un tempo amici e ora rivali, e di una ragazza impiegata nella JS Corporation, amica di entrambi. Durante il test della conferenza, però, qualcosa va storto, e quelli che dovevano essere degli occasionali tester si ritrovano inconsapevolmente intrappolati in una terra ignota e pericolosa, quella della dinastia Tang, ovvero l’Era dei maestri di spada. In un mondo, il tentativo di scoprire chi e perché ha sferrato un attacco al sistema informatico dietro al gioco. Nell’altro, la semplice lotta per la sopravvivenza…

L’inizio non lascia presagire una qualità sopraffina: la serie si apre con un duello acrobatico tra spadaccini a cavallo di gigantesche aquile, nel tripudio di una brutta CG, in grado di far gridare al ridicolo lo spettatore di semplice passaggio. Proseguendo nella visione, comunque, si incontra un mondo futuristico piuttosto apprezzabile nonostante alcuni stereotipi, e dei personaggi con una quantità di ombre sufficiente a renderli interessanti. Prevedibile la buona realizzazione del mondo virtuale, che prende ispirazione dalle centinaia di wuxia prodotti negli ultimi anni, lanciando così una strizzata d’occhio a quell’occidente che ha visto passare titoli come La foresta dei pugnali volanti piuttosto che Seven Swords. La serie non è comunque pensata per un pubblico internazionale e contiene al suo interno molti elementi e personaggi (i robot da compagnia, ad esempio) che potranno allontanare chiunque non vi sia preparato. Per tutta una fascia di adolescenti, comunque, questo Sword Heroes’ Fate può diventare un leggero intrattenimento, anche senza prendere troppo sul serio i fumettosi mondi presentati.


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