La nera ombra di Barnabas Collins

La nera ombra di Barnabas Collins

20 gen 2011

Erano le tre del pomeriggio del 27 giugno 1966, quando la stazione televisiva statunitense ABC mandò in onda la prima puntata del telefilm Dark Shadows. Creata e prodotta da Dan Curtis, Dark Shadows era tecnicamente una soap-opera, è famosa per essere una serie horror ad ambientazione gotica che faceva delle ricostruzioni scenografiche e delle trame avvincenti il proprio cavallo di battaglia, presentando storie di vampiri, fantasmi, lupi mannari, zombi, streghe e mostri in generale. L’ultima puntata, la numero 1225, fu trasmessa il 2 aprile 1971.

La serie era ambientata a Collinsport, un fittizio paesino di pescatori nel Maine, e seguiva le vicende della ricca famiglia Collins senza presentare inizialmente alcun aspetto sovrannaturale. Fu solo verso la fine della prima stagione, quando l’apparizione di due fantasmi spaventò letteralmente a morte il becchino del paese, che la serie prese la strada dell’horror. Convinto dal buon riscontro di pubblico ottenuto da quell’apparizione, Curtis decise di forzare la mano in quella direzione introducendo il personaggio di una Fenice che torna in vita dalle fiamme ogni cento anni e che farà da chiave di volta per tutta la seconda stagione della serie. Dopo due settimane della terza stagione, un amico dei Collins si avventura nei sotterranei della loro villa in cerca dei gioielli di famiglia e apre una bara, risvegliando un vampiro vecchio di quasi 200 anni: Barnabas Collins.

Inizialmente pensato per essere il protagonista solamente di una manciata di episodi, e per essere un vampiro malvagio, Barnabas fu subito amato dagli spettatori e da quel momento le trame principali girarono intorno a lui e ai suoi tentativi di ritornare umano. Per la prima volta si presentava un vampiro come vero protagonista della storia, e per la prima volta la maledizione del vampiro non impediva al personaggio di avere sentimenti e comportamenti tipicamente umani. Come risultato, la popolarità della serie andò alle stelle.
Grazie all’idea di far viaggiare la governante indietro nel tempo, Curtis e il suo team di sceneggiatori ci raccontano la storia di Barnabas, di come sia stato trasformato in un vampiro dal morso di un pipistrello incantato mandatogli contro da un’innamorata tradita. Questo ha permesso al personaggio di assumere ancor maggior interesse agli occhi dei telespettatori, che davvero sentivano di conoscerlo e potevano quindi capirne al meglio le motivazioni nonostante nelle ultime due stagioni la serie si spostasse spesso tra universi paralleli e tempi passati e futuri.

Quando la ABC decise di sospendere la serie a causa di un calo negli ascolti, lasciandola priva di una vera conclusione, da buon vampiro Barnabas Collins continuò a vivere sotto forma di una striscia a fumetti che iniziò la pubblicazione su quotidiani come il New York Daily News e il Los Angeles Times un mese prima dell’ultima trasmissione di Dark Shadows, il 14 marzo 1971. La pubblicazione durò solo 52 settimane, ma la strip ottenne un grande successo grazie soprattutto agli ottimi disegni di Ken Bald (che per ragioni contrattuali si firmava K. Bruce, con Bruce che era il suo secondo nome). Bald era diventato famoso una decina d’anni prima con le strisce di Judd Saxon e soprattutto con quelle del Dr. Kildare, dove aveva dimostrato non solo la sua perizia nel disegnare con precisione fotografica i tratti del viso dell’attore Richard Chamberlain, ma anche la sua capacità di non rendere statica la narrazione a tre vignette a causa proprio dei riferimenti fotografici cui si rifaceva. La strip di Dark Shadows (che non aveva sceneggiatori accreditati ma Elliot Caplin, fratellino di Al Capp, come supervisore alle storie) si prendeva non poche libertà narrative rispetto alle storyline della serie tv, ma Bald seppe catturare i lettori dimostrando tutto il suo amore per il genere horror, disegnando i mostri in maniera realmente minacciosa e riproponendo benissimo su carta l’atmosfera di Collinwood.

In realtà, però, la serie ideata da Dan Curtis aveva già avuto un adattamento fumettistico a partire dal 1968, quando la Gold Key iniziò la pubblicazione di una serie di comic-book che durò fino al 1976, attraverso 35 numeri. I disegni di Joe Certa sono tutt’altro che convincenti e le storie spesso ricche di buchi si concentravano solamente su pochi dei personaggi della serie televisiva, sostanzialmente deludendo gli appassionati.

Nel 1991 la NBC realizzò una nuova edizione del telefilm, che raccontava una versione aggiornata e corretta della storia originale e che si avvaleva della presenza di attori come il Ben Cross di Momenti di gloria, Joanna Going e Barbara Steele. Nonostante le buone critiche, gli ascolti furono molto bassi, forse anche per colpa della Guerra del Golfo che iniziò di lì a poche settimane. Alla fine della prima stagione lo show fu cancellato, ma ancora una volta la storia continuò sulle pagine disegnate. La Innovation Publishing pubblicò infatti un fumetto molto rispettoso non solo alla serie della NBC ma anche alla serie originale degli anni ’60, sia come testi che come disegni. Purtroppo l’editore dovette dichiarare fallimento dopo l’uscita di appena nove numeri. Da allora Barnabas Collins è tornato a riposare nella sua bara, anche se di tanto in tanto si sentono voci su una sua possibile, nuova, resurrezione.


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